Su questa mia missiva
desidero anzitutto esprimere il mio reverente pensiero al Grande al
Sommo Poeta Dante Alighieri. Nacque a Firenze nel 1265 da Aldighiero
II e da Donna Bella.
Nel 1294 si iscrisse all’arte dei medici e degli speziali.
Nel 1301 con la vittoria dei neri; Lui, guelfo bianco, fu perseguitato
ed il 27 Gennaio 1302 fu condannato all’esilio per tre anni ed
a una multa di 5.000 Fiorini. Non essendosi egli presentato dai giudici
il 10 Marzo 1302 la pena fu mutata nell’esilio perpetuo con la
confisca dei beni, quindi Dante fu costretto a lasciare la Sua terra
natia ed a rifugiarsi trovando asilo in terra Veneta; dapprima a Verona,
poi Padova, Venezia dove egli soggiornò per molti anni, perciò
si ha buon motivo per cui credere che sia stato in questa Sua nuova
Patria dove Lui ebbe l’ispirazione per scrivere le Sue meravigliose
Opere tra cui La Divina Commedia.
Dopo
una Sua ultima ambasciata a Venezia morì in Ravenna 1321 (14 Sett.)
“territorio sotto la giurisdizione della Serenissima”, fu
sepolto in una Cappella della Chiesa di S. Francesco e nel 1483 Bernardo
Bembo pretore in Ravenna per la Repubblica di Venezia restaurò
il Suo Sepolcro facendolo ornare dallo scultore Pietro Lombardi.
Le meravigliose
Opere dello scrittore, il Grande Poeta Dante, vengono studiate in tutti
gli Atenei del Mondo intero.
Dio volle premiare questa Sacra Terra Veneta di questo grande sobrio generoso
Nobil popolo dando a loro l’Orgoglio ad essere stati doti di un
così Venerabile Sommo Poeta Dante.
Cacciato dalla sua terra natia all’esilio perpetuo, se ne andò,
portando seco il più mistico arcaico che in senno ed in cor avea;
il mondo intero di meraviglia destò; ancor giovane lasciò
a ricordo sublime Sovrano per l’eterno da Sua Santa terra Patria
Veneta.
La Corte
Suprema Internazionale di Giustizia dell’Aia, non può arrogarsi
il diritto di chiamarsi tale, “da chi siete stati eletti voi ad
avere cotanto potere” voi siete responsabili di tener soggiogato
il nostro Popolo Sovrano Veneto, per quanto, tempo ancora volete tener
nascosto la nostra storia di potenza nel mondo!
Un giorno
entrando nel Cimitero Comunale di Thiene Lo vidi Lo riconobbi era accanto
alla Cappella dei Colleoni, mi avvicinai mi accostai mi volse un tiepido
sguardo mi diè la mano e nel sogno svanì.
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