Spett.le
Testata giornalistica
La Padania
Thiene, 11/11/2008
SERENISSIMA REPUBBLICA
VENETA
AI PARLAMENTARI
DELLA LEGA NORD
E' mio vivo interesse
che questa mia epistola sia letta e presa in considerazione dai parlamentari
della Lega Nord.
Nel giornale La Padania del 12 ottobre di quest'anno, vi siete ricordati
di evocare il decimo anniversario dell'etere padano.
Voglio rammentarvi che se siamo arrivati fin qui, il merito è
stato in gran parte dello zoccolo duro del Veneto. Noi non siamo interessati
a federalismi all'acqua di rose.
Io sono un vecchio combattente dell'ultima guerra mondiale e sono un
buon osservatore dei vari cambiamenti politici. Preciso che non ho mai
ricoperto cariche politiche di alcun tipo.
Apprezzo con sincera riconoscenza chi molto più di me combatte
per cambiare le sorti del mio Paese (quando dico Paese, intendo riferirmi
a quella che per me è la patria dal VI sec. ovvero la Serenissima
Repubblica Veneta capoluogo Venezia Imperiale).
Noi veneti amiamo profondamente la nostra terra, luogo di santi, di
poeti e di grandi artisti, e non sarà permesso a nessuno di distruggere
quattordici secoli di storia, faro d'intensa luce e fonte di civiltà
e dignità.
Forse sono stato tradito dalla mia illusione di essere stato socio fondatore
dell'etere Padano, perchè mamma Rai oscura nel modo più
subdolo le regioni più produttive del nord, ma l'etere Padano
parla solo lombardo.
Avrei altre cose da dire, ad es. potrei spiegare come si è formato
il debito pubblico, che voi tacete, oppure manifestare il mio rammarico
nel non avere avuto nel 1992 uomini come il piemontese Cota che ci avrebbe
fatto avere non solo l'autonomia, ma anche l'indipendenza.
Badate, non è solo un piccolo corpuscolo di persone che la pensano
come me in Veneto e quindi quella carega bene imbottita potrebbe...
Parliamo un po’ dei criminali, traditori, disertori dei Savoia
che dopo essersi impadroniti della nostra Serenissima Repubblica Veneta,
ci hanno imposto la loro bandiera carica di atroci delitti tra cui quelli
dei cittadini romani israeliti portati nei campi di sterminio nazista.
Noi veneti, dopo la fine dei Savoia avremmo avuto il sacrosanto diritto
a tornare liberi nella nostra Repubblica, ma altri personaggi di potere
politico hanno preso in mano quella bandiera di cui sopra (dei Savoia)
e tranquillamente continuano a tenerci schiavi.
Ora ci appelliamo a tutte le Nazioni libere del mondo intero, ed alle
leggi internazionali, affinché il nostro popolo ritorni libero
in Patria nella Serenissima Repubblica Veneta, capoluogo Venezia Imperiale,
con la propria bandiera del leone di San Marco.
Thiene, 28/08/2009
Non porta certo bene che, un pugno di facinorosi rinnegati veneti con
accoliti stranieri e loro bandiere, oltre orde piemontesi osino sfidare
la S. Venezia Lagunare.
L’Italia è sorta tramite Vittorio Emanuele II oltre duemila
anni più tardi dalla lingua “no dialetto” Runica
Etrusco Veneta.
Il popolo sovrano veneto deve sapere inoltre che, il personaggio di
cui sopra oltre aver saccheggiato distrutto ed oscurato la nostra ineguagliabile
storia ci ha rubato anche i gioielli di famiglia: la Zecca di Venezia
di valore inestimabile senza pari al mondo.
Da un elenco vi
sono figurate a colori 172 bandiere nazionali del mondo; però
manca la più cara, la più bella, la più splendida,
la più storica per cultura e civiltà che il mondo conosca:
Quella della Nazione della Serenissima Repubblica Veneta con il Leone
di San Marco VENEZIA.
Che VERGOGNA per
l'umanesimo! NAZIONE VENETA colonia della massoneria Italia.
PROCLAMA
Giovani combattenti Veneti, onoriamo le Nobili Gesta Storiche dei nostri
avi Patrioti Thienesi occorsi nel 1492 a Rovereto, ricevendo in premio
dal mio omonimo Doge di Venezia Agostino Barbarigo il Mercato Franco.
L’ora è vicina, parola d’ordine, W la rivoluzion
Armata contro l’oppressor. Non più mafia massoneria palude
Italia nel nostro suol Legge Veneziana per i traditor: W la Nazione
Veneta LIBERA.
Con tanti saluti
veneti
Agostino
Vaccari