Thiene, 21/01/2009
SERENISSIMA
REPUBBLICA VENETA
L'Italia ormai
si regge con le stampelle.
Qui si riscrive per conciso ed inciso la storia di una triste odissea
di un popolo.
I Veneti ancora allora sono ricordati dai romani avendo ricevuto, per
specifica amicizia, riconoscimenti ad avere ampie autonomie locali di
diritti latini, e nel 49 a.C. ottenendo la cittadinanza romana dall'Imperatore
Giulio Cesare.
Ora andiamo al VI secolo, nella Serenissima Repubblica Veneta per dire
che per la nostra terra, luogo di Santi, Poeti e di grandi artisti,
non sarà mai permesso a nessuna forza al mondo di distruggere
oltre due millenni di storia: "Faro d'intensa luce e fonte di civiltà
e dignità".
I Veneti sono sempre stati ricordati nel mondo per le loro doti geniali,
il grande amore per il lavoro e l'innata sobrietà.
Nel 1865 la storia volle che i barbari Savoia invadessero la nostra
amata terra e ci rendessero loro schiavi. Di lì varie guerre,
la guerra mondiale del 15-18, poi l'ultima che finì nel 1945.
Però nel 1943 i Savoia, per il timore di essere catturati e poi
processati per crimini di guerra, abdicarono.
Nel 1945 si formò in Europa, la corte Suprema Internazionale
di Giustizia dell'Aia. Lì furono condannate, per crimini di guerra,
molte persone della SS tedesca, ma non si è mai capito il perchè
non siano mai stati processati i criminali, traditori, disertori dei
Savoia e il perchè noi Veneti, che avevamo il sacrosanto diritto
di tornare a vivere liberi in Patria, siamo stati lasciati ad altri
personaggi politici avidi di potere e con la stessa bandiera dei Savoia,
grondante di sangue, che continuano a tenerci schavi nella nostra Patria,
fino ai nostri giorni.
Per questi ultimi però, i nodi stanno arrivando al pettine, avendo
creato un debito pubblico di una voragine tale da essere insanabile
quindi dovrebbero portare i libri di contabilità pubblica presso
il Tribunale dell'Aia, per bancarotta fraudolenta con relativo fallimento.
In tal caso, noi Veneti, non vogliamo essere trascinati sul baratro
dell'Italia. La Nazione Veneta ha solo diritti da presentare essendo
stata loro schiava.
Veneti! Alzate la testa date fiato alle trombe è giunta l'ora
della nostra madrepatria libera.
Un sogno, no, ero solo a quell'ora, quando un'intensa luce m'avvolse
a brevi istanti, mi infonde uno smarrimento, s'udiva un gemito ed un
passo possente ed un forte ruggito, riavendomi capii cosa signficassse
tutto ciò.
La luce, il risveglio di un popolo oppresso, e quel ruggito era del
Leone di San Marco che indicava la via per la nostra risorgente Libera
Serenissima Repubblica Veneta capoluogo Venezia Imperiale, dal VI Secolo
Orgoglio delle Nazioni civili del Mondo intero.
Con tanti saluti
veneti
In
fede Cav. Uff. Agostino Vaccari