Agostino Vaccari
Via F.Ferrarin, 39
36016 Thiene (VI)

Assassini di cultura storica


Siamo ancora numerosi quelli di sangue Veneto nella nostra meravigliosa Terra di Santi, Poeti e Inventori: che vergogna per chi più in alto governa il mondo l'essere stati cacciati nella palude Italia a non far parte tra le Nazioni. Chi più della Nazione della Serenissima Repubblica Veneta, Stella Artù di luce e grandezza guida come cometa a far ricordare a questi responsabili, essere stata per ben quattordici Secoli Nobile Repubblica, l'aver ricevuto dal grande Giulio Cesare - oltre duemila anni fà - le autonomie locali dei diritti latini ed aver portato civiltà e cultura, meriterebbe il sacrosanto diritto all'obbligatorietà che la bandiera con il leone di San Marco Venezia fosse sola e unica a sventolare quale simbolo culla di civiltà democratica nell'intero mondo.

11 Febbraio ODISSEA Ricordo Veneto


La tragedia della Serenissima Repubblica Veneta ebbe inizio allor quando nel 1805 Napoleone I° con le sue truppe invase la nostra terra; non mancarono saccheggi, rovine e uccisioni di nostri Patrioti. Nel 1814 questi passò la mano a “Cecco Beppe”: Francesco Giuseppe Imperatore d'Austria, altro calvario per il nostro popolo: spogliati dei nostri averi ed i rivoltosi nostri Patrioti venivano trucidati.

Avanti ancora, 1866.
Quello spregiudicato Vittorio Emanuele II°, con l'aiuto delle forze del plurigaleotto Napoleone III° sapevate che costui si fece sei anni di carcere nella fortezza di Ham, invase con la forza delle armi nostra terra Patria Veneta derubando la zecca di Venezia, la cassaforte del cantiere di costruzione navi, addirittura navi e beni di ogni tipo, demolendo pure i risparmi delle banche di tutte le sette provincie. Vero e proprio sciacallaggio, catastrofe che il popolo Veneto subì e fu costretto ad un esodo che mai avrebbe potuto credere. E avvenne che nel 1943, in pieno teatro di guerra, i criminali traditori disertori Savoia abdicarono, si rifugiarono in Spagna; quindi -da allora- il Veneto avrebbe avuto l'inalienabile diritto di tornare nuovamente Libero in propria Patria. No, avventurieri del Potere mafioso del Sud si sono impossessati, come loro proprietà, del Veneto e fatto, con loro personaggi, nuova Italia; dando l'autonomia alla Sicilia e alla Sardegna: in questo modo hanno continuato a tenerci loro schiavi. Ora vorrebbero che noi partecipassimo alla festa della bandiera Italiana, quella che nella sua parte bianca gronda ancora il sangue dei nostri Patrioti trucidati: loro con una fanfara che con note stolte di rito grottesco ci fa solo ricordare gli sciacallaggi subiti in tutti questi anni. Questi truffatori fatti da gentaglia incolta, capace solo di mafia, ndrangheta e massoneria, ad avere lo sfrenato coraggio e prepotenza nel venir a mettere piede alla Fenice di Venezia… meriterebbero essere affogati in Laguna. Ah, Sommo Divino Dante: Tu che nella nostra terra, Tua seconda Patria, hai voluto lasciare il ricordo più tangibile; con parole che risuonano come scalfite su pietra, incredibile realtà che personaggi studiosi storici ancora oggi non riescono percepire loro suoni. Lui conosceva il volgare Veneto: certo la Divina Commedia ha potuto redigerla solo in terra libera Veneta. Ah, Maestro, sapessi, vedessi, non crederesti che individui da letamaio, “Porci”, s'impadronirono con forza in Tua Nostra Patria, popolo che ti ha e hai amato, dagli forza, saggezza che è Tua virtù, il mondo tremò, il popolo gioì per Tua grandezza. Liberalo da questa putrida fogna zeppa di topi, vermi e insidiosi microbi che si annidano nella nostra terra che ha solo sempre dettato giustizia, libertà per tutta la gente del mondo intero. Quale orgoglio mi è stato riservato l’aver potuto studiare nella Scuola dell’Istituto Tecnico del Duca d’Aosta in Roma. Ricordo con molta gratitudine il docente di matematica che con la sua particolare diligenza ti insegnava in quel modo che le cifre ti appariranno quali fossero melodiche di Beethoven. Più tardi ad aver costruito Brevetto ad alcune macchine, tra cui una pressa oleodinamica adatta per lavori fabbrili: ebbi occasione venderne gran numero ad un rivenditore con negozio in via Dei Cessati Spiriti a Roma. Fa sembrar strano richiamo ad uno dei miei cari lontani ricordi

Un caro saluto dalla più grande Storica Nazione, sobria, laboriosa, generosa che Dio ha voluto assegnarle quale simbolo culla di civiltà per il mondo intero.