VENEZIA Imp.le

SERENISSIMA REPUBBLICA VENETA

I REMONDINI

un precursore dell'impresa moderna nella repubblica veneta da metà '600 a metà '800


Fondata verso la metà del 1600 la tipografie Remondini costituiva per il suo tempo un'impresa unica fortemente innovativa nel contesto europeo.

Con una cinquantina di torchi, quattro cartiere, librerie a Venezia, nel Tirolo, in Friuli; con mille dipendenti nella sede di Bassano e qualche centinaio di venditori che giravano nei quattro angoli del mondo: con tutto ciò i Remondini rappresentavano per i contemporanei un fenomeno che legittimamente destava meraviglia e sembrava percorrere i futuri sviluppi della moderna produzione industriale. La fortuna dei Remondini si basò su una intuizione imprenditoriale straordinariamente all'avanguardia per quel tempo: dar vita a una produzione in grande stile di stampe e libri di carattere popolare e divulgativo, di prezzo molto concorrenziale rispetto agli stampatori tradizionali; produzione che veniva diffusa tramite una reta commerciale costruita su un'idea altrettando innovativa e geniale.

Centinaia di venditori ambulanti delle povere vallate del Trentino e del Friuli ricevevano dal Remondini a credito centinaia di stampe e un piccolo finanziamento per il viaggio. A garanzia davano in pegno il campo o la casa. Questi "agenti di commercio" portarono così per decenni, in tutte le piazze del mondo, dalle Americhe alla Russia, all'Asia, le stampe e gli altri prodotti editoriali della tipografia di Bassano e tornavano ogni tre o quattro anni a fare rifornimento... e saldare il debito al Signor Remondini. Le informazioni che essi riferivano di ritorno dai loro viaggi permettevano inoltre ai Remondini di realizzare stampe corrispondenti in tutto e per tutto al gusto del pubblico dei vari Paesi in cui erano dirette.

Le stampe popolari

Le stampe popolari costituirono la parte maggiore e più emblematica della vasta produzione remondiniana, durata circa due secoli, dalla metà del '600 alla metà dell'800.

Soggetti religiorsi raffiguranti i Santi, la Divinità, scene del Vecchio e Nuovo Testamento, furono prodotti in tirature altissime, realizzate con tecniche di basso costo e finiture spesso affrettate, che ne permettevano però l'acquisto anche alle classi sociali più povere. Alle stampe religiose si aggiungevano quelle di carattere profano raffiguranti temi cari alla tradizione e all'immaginazione popolare: gli animali, i vizi umani, l'amore, i mestieri, la vita agreste. Le stampe trovavano poi applicazione in molti usi quali i giochi, le ventole (versione economica del ventaglio), le vedute ottiche di città (primo rudimentale esempio di animazione "cinematografica"), i biglietti da visita, le "lacche povere" (decorazioni e immagini stanpate su carta sottile e incollate sui mobili), gli atlanti geografici.

Le carte decorate

Il 1700 conobbe una diffusione senza precedenti delle carte decorate. Di diversi tipi a seconda della tecnica di realizzazione (xilografate, marmorizzate, a colla, dorate, vellutate) conoscevano gli usi più diversi. Le più diffuse, le carte xilografate, erano di origini francese e nei cataloghi di casa Remondini vennero ad occupare uno spazio preponderante. Ispirate nei loro motivi alle stoffe orientali, dovettero la ragione del loro successo al fatto che permettevano anche alle classi popolari di abbellire ambienti domestici al modo delle residenze dalla nobiltà che ricorreva a ben più costosi tessuti. Esse si ottenevano tramite impressione del foglio di carta su una matrice di legno intagliata; date le dimensioni ridotte delle matrici ("legni") era necessario ripetere l'operazione più volte per stampare l'intero foglio.

La tecnica di stampa dei Remondini aveva una sua particolarità rispetto alla usuale stampa xilografica.

Non veniva usato normale inchiostro tipografico ma un'inchiostro a soluzione acquosa. Il disegno, poi, non si presenta con una distribuzione piatta del colore nei rilievi stampati, bensì con una superficie variegata, ramiforme, dai bordi frastagliati: ciò fa supporre una carica volutamente eccessiva del colore sula matrice. Tale risultato, caratteristico della xilografia remondiniana, evidenzia l'uso di coloranti trasparenti che permettevano variazioni di profondità in conseguenza del loro spessore. L'inchiostratura non avveniva tramite rulli o tamponi, ma quasi certamente la matrice veniva presa con le mani, ruotata e posta a contatto superficiale con il colore contentuto in una bacinella di terracotta. La matrice veniva poi passata a mò di stampo sul foglio di carta e battuta sul retro con una mazzetta di legno per esercitare una adeguata pressione al fine di rendere uniforme la stampa.

Il disegno così stampato poteva poi venir completato da ulteriori interventi cromatici "a strafforo", cioè tramite mascherine, o a pennello libero.

Il Museo Civico di Bassano del Grappa

Il Museo Civico di Bassano del Grappa è uno dei più antichi musei civici del Veneto, essendo sorto nel 1828, in seguito al legato del naturalista Giambattista Brocchi. Costituito come insieme di Museo, Biblioteca e Archivio Storico Comunale, trovò nel 1840 la sua sede attuale nell'ex convento della chiesa di San Francesco. Intorno all'eccezionale nucleo originario di dipinti di Dal Ponte, già appartenenti al Comune o provenienti da chiese cittadine, ben presto si raccolsero, anche grazie a lasciti e donazioni, numerose sezioni tematiche. Con la sua articolata struttura di Museo, Biblioteca e Archivio, l'Istituto è il cuore della vita culturale di Bassano e promuove ed ospita un'intensa attività di ricerca, nonchè pubblicazioni, esposizioni, conferenze. La sezione archeologica custodisce reperti provenienti dal territorio e l'importante collezione Chini di ceramiche greche e apule. Dalla raccolta privata dei Remondini (la maggiore tipografia e calcolografia europea del Settecento) provengono oltre 8000 stampe dei maggiori protagonisti della storia dell'incisione europea.