EGR.SIG. PRESIDENTE
GEORGE W. BUSH
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Thiene, 23/10/2008

SERENISSIMA REPUBBLICA VENETA



Presidente degli Stati Uniti d'America,

so che è vera utopia pensare che Lei, Presidente, possa, in mancanza di credenziali dovute, dare riscontro a questa mia lettera (visto che ho anche scritto al nostro Capo dello Stato Giorgio Napolitano in data 03/06/2006 senza ricevere risposta alcuna), ma comunque sia, qui da noi c'è un vecchio proverbio che così recita: non si sa mai dove l'acqua rompe.
Innanzi tutto non si può dimenticare l'aiuto di uomini e di armi ricevuto dalla grande America nella seconda guerra mondiale, per la nostra liberazione.
Detto questo, gradirei parlare e sottoporre alla vostra attenzione uno dei problemi dell'Italia che mi stanno maggiormente a cuore.
Il nostro paese è diviso tra il Nord dove ci sono industrie e lavoro che produce ricchezza, e il Sud che sonnecchia e spreca risorse. Il giorno al Nord e la notte al Sud.
La composizione governativa italiana è fatta all'incirca in questo modo: il 20% dei parlamentari rappresenta il Nord, il rimanente 80% il Sud. Il potere politico in Italia è fortemente radicato nelle mani delle organizzazioni criminali del sud (mafia, camorra, 'ndrangheta) e la tv di stato, mamma Rai, oscura nel modo più subdolo le regioni più produttive del Nord.
Ora desidero scrivere un po' di righe della storia del Veneto e della nostra ultramillenaria Serenissima Repubblica Veneta, con capoluogo Venezia imperiale, oppressa per anni e con onesti patrioti fucilati per mezzo dell'Imperatore Francesco Giuseppe d'Austria.
Passò nel 1865 in mano ai Savoia di Francia che si impadronirono della nostra terra (a quell'epoca mio nonno paterno Pietro aveva vent'anni e si sarebbe potuto ricordare bene di questi avvenimenti).
Conservo alcune monete della zecca di Venezia lasciate del nonno, i Ducati, e ne possiedo una del peso di gr. 1,6 dell'800 tutta in argento.

Noi veneti amiamo fortemente la nostra terra, luogo di santi, di poeti, di grandi artisti, e non sarà permesso a nessuno distruggere 14 secoli di storia faro di intensa luce e fonte di civiltà e dignità.
Ora, a nome di un popolo reso schiavo da un potere perverso, chiedo umilmente al più potente uomo del mondo di intervenire tramite il nostro presidente Silvio Berlusconi per far indire un referendum, al fine di ottenere che il nostro Veneto diventi come la federazione degli Stati Uniti d'America.
Io ritengo che certamente l'80% dei veneti aderirà positivamente a questa consulta.
Questa mia lettera è da considerarsi un'ambasciata di un popolo che trepidamente attende con fiducia la sua libertà.
Un grande e sincero saluto dal Veneto.

Agostino Vaccari