THIENE: AGOSTINO HA COLPITO CON LA BICI

Agostino Vaccari spiega la nuova invenzione. E' un vero "gioiello di ingegneria ebanistica". Biciclette in legno

La sua età anagrafica e i balzelli dello Stato l'hanno costretto ad andare in pensione, ma Agostino Vaccari non ha certo messo a riposo la sua creatività. Qualcuno sicuramente ricorderà quell'anziano signore che alla fine dell'estate è andato in piazza dei Signori a mostrare la sua bicicletta, fatta interamente in legno.
Un modello esclusivo, perfettamente funzionante, ideato e realizzato pazientemente da quest'artigiano Thienese, che l'ha dedicato al suo idolo: Beppe Saronni. Dopo questa prima originale invenzione, Agostino Vaccari si è messo nuovamente al lavoro, creando un nuovo modello che si differenzia dal precedente per avere la ruota anteriore più grande, mentre quella posteriore mantiene la misura standard.
"Ma l'originalità di questo nuovo progetto è rappresentata principalmente dalla trasmissione - racconta l'inventore, senza nascondere una punta d'orgoglio - dato che dall'interasse del perno centrale della pedivella a quello della ruota posteriore sono stati posti, in collegamento fra loro, tre ingranaggi, rigorosamente di legno e a cascata, che vanno a sostituire così il moto dato alla ruota dalla tradizionale trasmissione a catena".
"L'assembiaggio di tutte le componenti dinamiche di questa nuova bicicletta - aggiunge - ha richiesto un lungo e laborioso studio di progettazione. Ma non è mutato lo spirito dell'opera che, come la precedente, è stata realizzata interamente in legno: dai cerchioni ai raggi, dal manubrio ai leveraggi e alla meccanica dei freni, dalla sella ai pedali, con la sola esclusione delle coperture e dei tamponi dei freni".
Ma quello che stupisce è la funzionalità di questa bici che Vaccai definisce un "gioiello d'ingegneria ebanistica" e per chi prima di credere vuole provare, l'Archimede Thienese promette di tornare fra qualche giorno in piazza dei Signori, per far fare qualche giretto ai più curiosi. Anche per il secondo modello c'è una dedica: dopo Saronni, Vaccari si è ispirato a colui che ritiene il più gran campione di tutti i tempi, ovvero Fausto Coppi.
E, a questo punto, prova anche ad esprimere a voce alta un desiderio: da appassionato di ciclismo, qual è sempre stato, vorrebbe esserci anche lui al nastro di partenza del prossimo giro d'Italia, per dare il via ideale alla gara in sella a questo modello, frutto del suo grande amore per lo sport su due ruote. Articolo apparso su "IL GIORNALE DI VICENZA" del 5 febbraio 1995